Impressioni

di Mariarosa Mantero Mariani

  IMPRESSIONI

A Montevecchio
fui per la gente del posto
una persona diversa,
la signora
da toccare
per la bambina scalza,
da imitare
nei suoi modi,
da ascoltare
come oracolo,
sembravo dire verità
sorpresa per me.
Sempre timidi, chiusi,
parlavano
dell'essere loro poca cosa,
di non valere niente.
Valevano molto,
sopportavano
con rassegnazione
la vita di miniera.
Donne di miniera,
vestite di scuro,
quasi in costume,
ricordo del paese natio,
lo sguardo triste,
rassegnate al loro destino,
gli occhi brillano
per un incontro
con la Signora,
parlano timide
ma vive
nel loro piccolo mondo,
mi commuove
l'affetto
per la Signora.




Sardi chiusi
introversi
vittimisti,
improvvisamente
si aprono
con un parlare italiano
perfetto,
ammiro la loro versatilità,
sono sicuri
testardi
imprevedibili
coinvolgenti,
conoscerli
è un piacere,
dissentire si può,
ascoltarli si deve.



Funtanazza,
fonte di ghiaccio,
il ruscello freddo,
il mare meraviglioso,
tra le rocce bianche
e Punta Mai Moi
con la verde macchia,
le rocce nere
sulla spiaggia di sabbia,
il mare spettacolare
nelle giornate di maestrale
con le onde alte e spumeggianti.
Il mare era pescoso,
alla lenza abboccavano
piccoli pesci e murene
che mangiavano l'amo.
Non si vedevano
navi all'orizzonte
né gabbiani volare,
poi cambiò:
arrivò il catrame,
arrivarono i gabbiani.
La piccola cala
era sempre bella.

Mariarosa Mantero Mariani


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