| di Virginia Carboni |
questo è in realtà un messaggio per il Libro degli Ospiti (ritenuto più che degno di essere riportato anche in questa pagina)
Salve! Eccomi decisa a scriverle dopo tanto tempo.
Chi sono?
Sono una nipote di ex-ex residenti degli anni '30-40-'50 di Montevecchio,
nonchè figlia di una nativa di Montevecchio!!!
Una di quelle nipoti-figlie di sangue sardo che, con orgoglio non perde
occasione di far conoscere le proprie radici ma che purtroppo di queste
radici ha solo racconti sbiaditi dal tempo e offuscati da malinconie.
Racconti di una bimba (mia madre, Giovanna) che nasce nel '46 a Montevecchio
da Francesco Carta e Vitalia Murgia.
Mia mamma è nata nella casa denominata
Zelì e poi so che ha vissuto per qualche tempo a Pozzo Sanna.
A Montevecchio ci resta per poco, circa 10 anni per poi trasferirsi, per la
malattia di mio nonno, in una casa cantoniera alle porte di Guspini.
Questa sembra una brevissima storia, ma le storie della gente di miniera
e dei sardi non sono mai così brevi!!
Non ho conosciuto nessuno dei due miei nonni e non ho parenti diretti a
Montevecchio. Ad Arbus ho dei parenti ma in questa storia non sono parenti
diretti.
Mia mamma è figlia di secondo letto di Vitalia Murgia nativa di Ruinas. Mia
nonna rimasta vedova con 5 figli di primo letto e credo altri due acquisiti
dal 1° marito, Giovanni Frau nato anche lui a Ruinas, ha sposato mio nonno
Francesco Carta nativo di Oschiri.
2 miei zii sono nati a Montevecchio come mia mamma. Dino Frau e Giorgio Frau
i fratelli più grandi sono Armando e Stefania Frau più una zia Virginia
morta dopo aver partorito mia cugina.
Con mia madre ho stimato che questa famiglia può aver vissuto a Montevecchio
almeno 20-25 anni della sua storia. Anche Giovanni Frau era un minatore e
mia nonna lavava il minerale ma credo che fosse anche a servizio.
Mio nonno Francesco ha lavorato e vissuto almeno 20 anni a Montevecchio.
Credo di non poter sperare che ci siano persone che mi possano in qualche
modo raccontare di mio nonno, che mi possano dire come era e chi era! Se è
rimasta traccia di quest'uomo che andava a caccia, che suonava la chitarra e
cantava a volte nelle feste. Un uomo che in punto di morte non ha voluto il
prete e che per il quale il funerale è stato fatto con la bara fuori dalla
chiesa.
Lo stesso uomo che pur avendo fatto battezzare la figlia non è entrato in
chiesa quel giorno. La chiesa di Montevecchio.
Un uomo che nella mia fantasia con qualche immagine rubata ai ricordi di mia
madre, è un leone che se pur ferito non può non aver tentato di mordere il
suo nemico, per l'uomo il nemico è il tempo.
Credo però che sicuramente ci siano persone nate in quel periodo che hanno
dei ricordi su questa famiglia. Su questi bambini, su mia nonna.
Forse fra le foto non pubblicate o anche quelle pubblicate c'è un minuto di
vita di questa famiglia.
Sarebbe carino se ci fosse la possibilità che dalle foto pubblicate si possa
sapere quali sono i nomi dei volti e non solo chi le ha fornite. Legge sulla
privacy?
Facciamoci dare l'autorizzazione dalle persone, è anche un pretesto per
contattarle!
Non dovrebbe essere difficile risalire ai nomi degli scolari. In particolare
sugli anni 40 e 50 è difficile che ci sia più d'una foto. Erano in pochi a
quel tempo a potersi permettere d'avere album di fotografie. O sbaglio?
Non mi aspetto d'essere contattata modello Carramba che Sorpresa da un
compare di mio nonno, ho voluto scriverle perchè a Montevecchio c'è un pezzo
della mia storia e volevo farlo sapere a chi con tanta passione si interessa
a questo paese e ne ha addirittura fatto un sito.
A chi, mi sembra di capire, sappia quanto la vita trascorsa in una comunità
permetta all'uomo di vivere in eterno nei ricordi di chi viene dopo.
Grazie di cuore per avermi permesso di contattarla e raccontarle il mio
pezzettino di storia di Montevecchio.
Con affetto,
Virginia Carboni di Milano.