| di Linalba Santarelli, 20 maggio 2007 |
Vorrei chiedere al regista dei miei sogni
di farmi leggere i copioni
per dare un senso a così forti emozioni…
perché al risveglio, sia sereno che turbato,
quasi tutto ho già dimenticato.
Ma rimane inciso nella mente
il paesaggio, la casa, la gente,
un monte, una roccia, un tramonto sul mare,
un profumo, un boschetto e la voglia di cantare...
sei tu, Montevecchio!
E' come guardarsi allo specchio
e il sogno aiuta a ritrovare il passato
per dar significato a quel che sei
con quello che sei stato.
In questa ricorrenza del decimo raduno
vorrei dire grazie uno ad uno
ed augurare, col sonoro di voci festanti,
di questi anniversari, ancora tanti, tanti, tanti.
Agli ideatori, con affetto fraterno;
(da tenere per ricordo, nel quaderno)
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